25 giugno 2008

Chi si ricorda di Genova 2001?


La Notizia:

DICHIARAZIONE DELLA SEZIONE ITALIANA DI AMNESTY INTERNATIONAL SUI PROCESSI RELATIVI AI FATTI SVOLTISI A GENOVA NEL LUGLIO 2001
Il Comitato Verità e Giustizia per Genova ha reso noto che le ipotesi di modifica al decreto legge sulla `sicurezza´ presentate al Senato, che sospenderebbero una serie di processi riguardanti fatti avvenuti prima del 30 giugno 2002, fermerebbero i processi per i fatti avvenuti a Genova nel luglio 2001. Una sfortunata coincidenza, che va purtroppo ad aggiungersi a una serie di circostanze che non da coincidenze derivano, bensì da precise responsabilità, le quali rendono particolarmente negletti i processi per i fatti di Genova e ancora più ardua la ricerca della giustizia per le vittime. Una fra tutte queste circostanze: la mancanza nel codice penale italiano di un reato di tortura e maltrattamenti. Questa mancanza, ad esempio, impone ai procuratori nel processo sui fatti di Bolzaneto di descrivere una realtà `di oggettiva vessazione nei confronti di tutti i detenuti e per tutto il periodo della loro permanenza presso il sito´ avendo a disposizione, per perseguire i colpevoli, unicamente reati ordinari, in quanto tali colpiti da prescrizione. In quel luglio 2001 erano già trascorsi 13 anni da quando Amnesty International chiedeva all'Italia di considerare un reato specifico la tortura e i maltrattamenti commessi da pubblici ufficiali. Ha fatto un certo effetto sentire che questa esigenza viene testimoniata da chi, in questi anni, ha svolto le inchieste su ciò che avvenne nella caserma di Bolzaneto. Apprendere oggi che c'è il rischio che salti anche il simbolico appuntamento con la giustizia costituito dalla sentenza per Bolzaneto e dai prossimi, importanti, passaggi degli altri procedimenti, aggiunge a questo quadro un' ennesima triste sfumatura.
Il commento:
Ecco, finalmente un po' di senso dello stato da parte della banda Berlusconi!!
Chi lo accusa di fare leggi ad personam, si dovrà ora ricredere.
Lui pensa anche a quei poveri aguzzini fascistoidi in divisa blu che tra la scuola Diaz e la caserma Bolzaneto hanno dato una maschia lezione di repressione a quei frichettoni di manifestanti altermondisti che contestavano il G8..... poveri tutori della legge chiamati a discolparsi delle loro nefandezze, anni fa Scelba e De Gasperi non l'avrebbero permesso. E oggi manco Silvio.
Leggi xenofobe, tagli alla scuola pubblica, militarizzazione del territorio, attacco ai giudici, via libera allo squadrismo nero.... chi ci vuole aggiunger qualcos'altro?
E magari qualcuno di voi spera ancora nell'opposizione di Ualter.....

06 giugno 2008

Così felici

Siete così felici, così felici

Di abitare in un luogo comune

E di avere una vista su centro commerciale

Siete così felici, così felici

Di aver allontanato da voi conflitti e ritenzione idrica

Con pochi segni di matita e bancomat

Siete così felici, così felici

Di vestire con fantasie industriali

Che coprono epidermide ed anima

Siete così felici, così felici

Di aver nell’armadio una coperta che si chiama ipocrisia

Buona da tenere per i tropicali inverni e le asettiche estati

Siete così felici, così felici

Di sorridere alle mie parole

E di massacrare le mie idee

Siete così felici, così felici

Di ubriacarvi alla mensa di Dio

Negando ristoro a lui fatto uomo povero

Siete così felici, così felici

Di spiare il mondo da una televisione

Senza guardarvi mai dentro il cuore

Siete così felici, così felici

Di vantarvi del fare sesso in serie

Privandovi di conoscere il brivido di una carezza

Come siete felici, così felici

Di essere tutto ciò ed anche altro

Di essere massacrati con gaudio e con gaudio massacrare altri

Io la vostra felicità non la conosco

E malinconico vivo nella città paurosa della sua ombra

Aspettando l’aurora che un giorno sazierà la mia anima

Vi saluto.
Per un paio di settimane sarò via per lavoro.
Abbiate cura di voi e state attenti alle chiappe, La Russa potrebbe apparirvi alle spalle da un momento all'altro....
Un bacio. Maurone

26 maggio 2008

Nei CPT si muore


Nel CPT di corso Brunelleschi un immigrato viene lasciato morire nel suo letto, forse di polmonite.

Per indicare il punto esatto in cui è successo, i ragazzi magrebini dietro alle sbarre, passandosi un telefonino di mano in mano, spiegano: "Zona rossa, cella numero 2". Lì, ieri mattina alle 8, è stato trovato morto Hassan Nejl, nato Casablanca il 27 marzo 1970, trattenuto da dieci giorni al Cpt con un decreto di espulsione firmato dal questore di Padova. "Era nel suo letto con la schiuma alla bocca - raccontano - abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto nessuno. L'hanno trattato come un cane". Di sicuro non poteva esserci inaugurazione più tragica per il nuovo Centro di permanenza temporanea di Torino. Stessa area, ma ingresso diverso su via Mazzarello. Costato 12 milioni di euro per la prima metà dei lavori, in muratura, più civile e più sicuro, nelle intenzioni della Prefettura, era entrato in funzione in gran segreto lunedì mattina. Doveva essere un periodo di rodaggio. Sessanta persone trattenute, che diventeranno 130 a lavori ultimati. Ma dopo cinque giorni è successo quello che non era mai capitato nei nove anni di gestione precedente. Il prefetto Paolo Padoin è stato avvisato quasi subito: "I primi riscontri hanno stabilito che quel ragazzo è morto per una malattia - spiega - forse una polmonite. So che era stato visitato da un medico della Croce Rossa nel primo pomeriggio di venerdì. Se ci fossero state davvero delle omissioni di soccorso durante la notte, ma è un fatto ancora tutto da accertare, toccherà alla magistratura chiarire eventuali responsabilità". E' già stata disposta l'autopsia.

Davvero non ho parole per questa storia di ordinaria politica repressiva verso l'immigrato!

Capito? Nonostante le richieste di aiuto dei suoi compagni di cella, le guardie e la Croce Rossa lo lasciano nel letto con la bava alla bocca.

“Qui siamo come in un canile, dove se abbai nessuno risponde”, dicono altri reclusi nel CPT. Gli agenti sono in allerta perché molti reclusi hanno annunciato uno sciopero della fame, per tentare di rompere il silenzio. Nelle stesse ore, un altro straniero ha tentato la fuga: preso dalle guardie è stato massacrato di botte e ora è ricoverato in ospedale. Sulla sede della Croce Rossa in Via Bologna, intanto, sono comparse alcune scritte che denunciano quanto accaduto nel CPT.

Intanto di fronte al centro si è formato un presidio che ha portato solidarietà ai reclusi.

Il presidio è di qualche decina di persone sotto una pioggia battente. Sui muri sono comparse scritte "liberi Tutti" "Assassini" "Chiudere i lager". presenti stanno battendo sui muri e sulle grate del CPT per farsi sentire da chi è dentro. Nessuna risposta per ora dagli immigrati. Si saprà qualcosa di più domani quando forse un avvocato potrà entrare nel centro. A sorpresa lunedì scorso è stata aperta la nuova ala in cui ha perso la vita Hassan Nejl. Piove a dirotto e sono stai aperti anche degli striscioni contro i CPT.


Ora mi chiedo. Possibile che la politica per cui un mese fa si dato mandato di governare sia sorda a ciò che è successo?
Possibile che questo sia il prezzo da pagare per la "sicurezza"?

16 maggio 2008

Provate ad immaginare (L'Italia dei progrom)





Provate ad immaginare.

Una persona del vostro quartiere è sorpresa dentro un appartamento: forse voleva rubare, forse voleva portar via una neonata. Viene arrestata.


Provate ad immaginare.


Il giorno dopo e poi quelli successivi ragazzi in motorino lanciano una molotov contro la casa di un vostro vicino. L’incendio brucia in parte l’appartamento ma per fortuna l’uomo, la donna e i due bambini che ci vivono se la cavano. Spaventati ma incolumi. Poi è la volta di un intero quartiere: arrivano a centinaia con i bastoni e le bottiglie incendiarie.La gente scappa si rifugia da parenti.


Provate ad immaginare.


Un bambino che vive ad un paio di isolati da casa vostra viene circondato da gente ostile che, sapendo che è del vostro paese, lo insulta, loschiaffeggia, lo spinge a forza dentro una fontana. Il bambino è piccolo, forse piange, forse stringe i denti perché la violenza degli altri è un pane duro che ha imparato a masticare sin da quando è nato.


Provate ad immaginare.


La furia non si placa: anche i quartieri vicini sono sotto assedio.Raccolte in fretta poche povere cose intere famiglie si allontanano. La polizia non ferma nessuno degli incendiari ma “scorta” voi e i vostri compaesani. Andate via. Non sapete dove. Lontano dalle molotov, lontano dalla rabbia, lontano dalla ferocia di quelli che sino al giorno prima vivevano a poche centinaia di metri da voi. Andate in cerca di un buco nascosto, dove, forse potrete resistere per un po’. Fino alla prossima molotov.


Provate ad immaginare.


Vostri compaesani e parenti che vivono lontano, in altre città, vengono assaliti, le loro case bruciate. Anche loro sono in strada. Provate ad immaginare. Il governo del vostro paese vara misure straordinarie per far fronte all’emergenza. Leggi per fermare la violenza e l’illegalità. Leggi contro di voi ed i vostri parenti, contro i vostri vicini di casa, contro quelli del vostro quartiere e contro tutti quelli del vostro stesso paese.

Provate ad immaginare di essere in Italia, in questo maggio del 2008. Non vi pare possibile?Eppure è cronaca di tutti i giorni. La cronaca di un pogrom. Un pogrom che sta incendiando l’Italia. Brucia le baracche dei rom e corrode la coscienza civile di tanti di noi. Qualcuno agisce, i più plaudono silenti e rancorosi, convinti che da oggi saranno più sicuri. Al riparo dalla povertà degli ultimi, di quelli che non si lavano perché non hanno acqua neppure per bere, di quelli che di rado lavorano, perché nessuno li vuole, di quelli che vanno a scuola pochi mesi, tra uno sgombero di polizia ed un rogo razzista. Forse pensate che questo non vi riguarda. Forse pensate che questo a voi non capiterà mai. Siete cittadini d’Europa, voi. Siete gente che lavora,che paga il mutuo, che manda i figli a scuola.


Forse avete ragione. Forse no


Nella roulette russa della guerra sociale c’è chi affonda e chi resta a galla. Il lavoro non c’è, e se c’è è precario, pericoloso, malpagato. Il mutuo vi strangola, non ce la fate ad arrivare alla fine del mese, a pagare tutte le spese, ma forse, tirando a campare, con la paura che vi stringe la gola, ce la farete. Gli altri, quelli che restano fuori, che crepino pure. Nemici, anche i bambini. O li caccia il governo o ci penserete voi stessi, di notte con i bastoni e le molotov.


A fare pulizia. Etnica.


Intanto, giorno dopo giorno, i nemici, quelli veri, vi portano via la vita, rendono nero il vostro futuro. Il nemico marcia sempre alla nostra testa: è il padrone che sfrutta, è il politico che pretende di decidere per noi, che vuole che i penultimi combattano gli ultimi, perché la guerratra poveri cancella la guerra sociale.


Provate ad immaginare.


Provate ad immaginare che un giorno il padrone vi licenzi, che la banca si prenda la casa, che la strada inghiotta voi e i vostri figli. Sarà il vostro turno. Ma allora non ci sarà più nessuno capace di indignazione, capace di rivolta. Provate ad immaginare. Un giorno qualcuno potrebbe chiedervi “dove eravate mentre bruciavano le case, deportavano la gente, ammazzavano i bambini?”Non dite che non sapevate, non dite che non avevate capito, non dite che voi non c’entrate. Chi non ferma la barbarie ne è complice.


Provate ad immaginare un futuro come questo presente da incubo.

05 maggio 2008

Noi siamo qui.




Sono un po’ impossibilitato a scrivere come vorrei in questi giorni, mi manca un po’ il tempo e l’ispirazione, inoltre la tecnologia fa bizze a casa mia, quindi pochi post.
Rubo un po’ di tempo da lavoro, meglio di niente.
Comunque alcune cose mi hanno colpito e ve ne voglio parlare.

In una intervistasu Liberazione, Erri De Luca, uno dei miei scrittori preferiti, ha cosi commentato la sconfitta di Rutelli per la corsa al Campidoglio:
Domanda: Cosa cambierebbe della campagna elettorale di Rutelli?
Risposta: Rutelli.
Disarmante.
Ma vero.
Forse in questo maremoto elettorale che ha consegnato il paese in basso a destra, l’unica nota positiva è che si comincerà a lavorare nei partiti, almeno in quelli della fu passata maggioranza, per consegnare la politica a chi ha forze fresche e si farà fare un passo indietro a chi ha condotto, ad esempio, la sinistra a diventare una voce fuori campo.
Nella stessa ottica, la contestazione a Bertinotti al primo maggio sa di isteria fine a se stessa. Non sono mai stato attratto dal “Fausto pensiero”, almeno negli ultimi quattro anni, ma l’attacco subito al suo arrivo alla manifestazione sottolinea la miopia di chi, nell’area antagonista pensa a lui come ancora a qualcuno che tiri le file della politica, e non alla realtà, ovvero che Bertinotti è un ex leader ora vecchio, malato e sconfitto. Infatti la contestazione non verteva sulle sue scelte politiche, ma bensì alla sua partecipazione alla fiera del libro di Torino, che nei prossimi giorni aprirà i battenti e sarà dedicata alla nascita dello stato d’Israele. Fatto che ha scaldato non poco le frange filopalestinesi dell’area autonoma e antagonista.
Ora che Israele sia nata sulla deportazione e sul progrom instaturato ai danni dei palestinesi e che gli organizzatori della fiera siano stati meschini ad invitare solo Israele, comportandosi come chi se ne sbatte di dare la possibilità di dare vita ad un incontro di culture e proposte per la via della Pace, mi pare fuori di dubbio.
Ma la linea di boicottare la fiera mi pare sterile.
Per prima cosa io la fiera del libro la evito da anni. Che senso ha andare lì, pagare 30 euro per entrare, e non trovare libri scontati o in promozione, a parte quelli delle case editrici piccole e sconosciute (per questo doppiamente coraggiose, ripetto magari ai colossi Einaudi, Feltrinelli, Mondadori, ecc….)?
La fiera va bene per gli addetti ai lavori, che non pagano l’entrata, alle scolaresche e a chi è nelle condizioni economiche di permettersi di pagare un qualsiasi tipo di distrazione 30 euro, come io me lo potrei permettere se fossero 30 centesimi…
La pace in medio-Oriente non si conquista con boicottaggi isolati, ma con azioni mirate alla conoscenza di un problema da cui scaturiscono la maggior parte delle tensioni internazionali.
Israele inoltre mi fa venire in mente il colpo di genio di Gianfranco Fini di qualche anno fa.
Un volta l’MSI era una forza politica chiramente filo palestinese, non per senso di giustizia, sia chiaro, ma per posizione antisemita.
Poi traghettato il partito nel progetto di Alleanza Nazionale, Fini ha fatto una cosa molto di sinistra, anzi una cosa comunista in un certo senso. Ha scoperto l’internazionalismo. Declinato a destra però.
Ha scaricato l’improbabile amicizia col leader nazista francese Le Pen e si è accorto che la linea politica più vicina alla sua esisteva ad esempio proprio nel Likud, il partito conservatore israeliano di Ariel Sharon e Benjamin Nethaniau.
Un moderno partito conservatore, aperto al liberismo, nazionalista, capace di radicarsi trasversalmente nella società, vicino ai poteri forti economici, finanziari, religiosi del paese, che fa leva su campagne in cui un capro espiatore per i problemi del paese viene sempre trovato con naturalezza.
Vi ricorda qualcosa?
Anche ora che parte del likud e parte dei laburisti sono coinfluiti nel nuovo partito moderato Kadima, le cose non sono cambiate, anzi ha aperto nuove prospettive…..

Tutto ciò per dire che dare una speranza al progresso passa anche da dove siamo noi.
E noi dove siamo?
In un paese che vive di antipolitica e reality show se il colpo di genio lo fa Gianfranco Fini allora siamo un po’ nella merda.

24 aprile 2008

Modesta Rossi

Nata a Bucine (Arezzo) nel 1914, uccisa a Solaia di Monte San Savino (Arezzo) il 26 giugno 1944, contadina, Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria.
Edoardo Succhielli (Renzino) - comandante della formazione partigiana nella quale operava Dario Polletti, marito di Modesta – in un libro sulla Resistenza tra l’Arno e la Chiana, pubblicato nel 1979, parla così della giovane contadina: "Al primo posto dovrei collocare la nostra contadina, cuoca animatrice, staffetta, portatrice di armi e di sorrisi".Modesta Rossi, nonostante fosse madre di cinque figli piccoli (il maggiore aveva sette anni), si era dedicata con tutto il suo impegno alla Resistenza, quando il marito aveva raggiunto i partigiani. Nel giugno del 1944, quando i tedeschi scatenarono feroci rastrellamenti in Val di Chiana, giunsero anche – forse indirizzati da un delatore – alla casa dei Polletti. Sorpresa nella sua abitazione mentre accudiva ai bambini, Modesta rifiutò di dare informazioni ai rastrellatori, che cercavano il marito e altri partigiani.La giovane donna teneva in braccio il bambino più piccolo, di tredici mesi. Furono uccisi, lei e il figlioletto, a colpi di pugnale. Il corpo di Modesta, col bimbo ancora stretto al seno, fu poi ritrovato, con quelli di altre quattro vittime, in una capanna data alle fiamme. (da http://www.anpi.it/)
Siamo tutte e tutti una scelta e migliaia di storie
Siamo tutte e tutti corse e urla di gioia
Siamo tutte e tutti colline e granai
Siamo tutte e tutti sangue e sacrificio
Siamo tutte e tutti memoria e note nella notte di una chitarra
Siamo tutte e tutti una repubblica e una costituzione
Siamo tutte e tutti una data ad aprile e la libertà di tutto l'anno
Siamo tutte e tutti Modesta Rossi

12 aprile 2008

Elezioni in Sfiatalia!!!

(corrispondenza dal nostro inviato)

Fervono le operazioni elettorali nella penisola di Sfiatalia.
Alla chiusura dei comizi elettorali i due principali leaders contendenti si dicono entrambi sicuri della vittoria.
Infatti sia S. Bauscioni, presidente del partito conservatore-liberista-borghese “Accozzaglia della libertà”, che W. Cialtroni, segretario della nuova formazione borghese-liberista-conservatore “Partito oligarchico”, dopo una campagna elettorale senza esclusioni di colpi narcotizzanti, dichiarano di essere in possesso di sondaggi supersegretissimi che li danno vincenti; si attendono ovviamente le controanalisi del doping.
Tra le accuse che Bauscioni e Cialtroni si sono scambiati in questi giorni c’è quella di essersi copiati vicendevolmente i programmi, infatti se Bauscioni ha puntato tutto sul sempre verde slogan “Rialzati Sfiatalia!! Pane e figa per tutti!!!”, Cialtroni ha rilanciato con “Se po’ fa!! Companatico e minchiazza per tutti!!!”, a questo punto, se si verificasse un sostanziale pareggio, le larghe intese verrebbero da sé.
In alcuni momenti poi i due contendenti hanno lasciato, in effetti, aperto la porta ad eventuali accordi sulle nomine delle prossime figure istituzionali, infatti Cialtroni ha lasciato intendere che se la poltrona di capo di stato andasse a una figura legata ad “Accozzaglia della libertà”, il “Partito oligarchico” potrebbe fare sua la presidenza del senato, Cialtroni ha nicchiato, vorrebbe anche uno sconto all’Upim e dei buoni pasto da “Flunch”, Bauscioni però contratterebbe solo su una fornitura di mocassini col rialzo che gli abbondano in un capannone vicino alla sua villa.
Gli altri contendenti sono sostanzialmente sopraffatti dalle risorse dei due sopracitati, ma non demordono.
D. Santacacchè del partito xenofobo di “La fogna” propone di fornire tutti i poliziotti di stivali con tacchi a spilli, griffati ovviamente, per colpire meglio a calci Rom, squatters e immigrati contro cui si deve agire per il rilancio sociale di Sfiatalia. Perplessità del sindacato di polizia, ma sulla lunghezza dei tacchi, il resto va benissimo.
P. Chiesini dei moderati cattolici di “Unione democratica Bigotta” ha puntato tutta sulla famiglia. La famiglia deve essere bella, numerosa, allegra, pia, credente… insomma una figata!!! Ma così una figata che se uno se ne fa due o tre anche meglio… l’importante che poi ci si confessi e si compili l’8x1000 per la chiesa cattolica. Perplessità nei preti, basteranno le chiese per accogliere tutte le cerimonie dei nuovi matrimoni anche se poi l’ici non si paga?
F. Spocchiotti dei progressisti di “La Sinistra-L’arcobalengo” vuole salari più alti per i sottosegretari al governo, solidarietà per i poveri calciatori immigrati e più diritti per le coppie di stilisti gay. Perplessità nei lavoratori, almeno i comunisti una volta facevano leggere Marx e manifestavano per le strade per dare meno lavoro e più soldi, adesso sfilano nei salotti delle contesse e principi.
Una cosa è sicura.
Gli abitanti di Sfiatalia dichiarano di non andare a votare o andranno a farlo turandosi il naso. Perché è come scegliere tra la carota e il bastone.
Bastone in testa e carota nel culo ovviamente.
Ma questo perché i sfiataliani hanno da decenni deciso di disinteressarsi dell’impegno politico, sociale e civile del loro paese, barattando tutto ciò con programmi televisivi rincoglionenti, possibilità di avere sempre nuove promozioni nei supermercati e campagne securitarie ipocrite, lasciando che si formasse una casta politica distante dai bisogni del paese. Una casta che mette in ombra anche i pochi volenterosi che si battono per diritti, ideali e opportunità per tutte e tutti.
Per fortuna noi viviamo in condizioni migliori degli abitanti di Sfiatalia.
Vero?

07 aprile 2008

Hijos

Durante il colpo di stato in Argentina tra il 1976 e il 1983 i repressori toglievano i neonati alle madri detenute, incinte o sul punto di partorire, affidandoli (spesso per denaro) a coppie di repressori ma anche a genitori in buonafede. Tra il 1976 e il 1983 gli «apropriados», i bambini sottratti, sono stati tra 4 e 500, le denunce almeno 250, i figli ritrovati «solo» 87. Di questi, soltanto quattro hanno scelto di rimanere nelle famiglie adottive.
Il caso di Maria Eugenia Sampallo Barragan è il primo ad arrivare in tribunale: perché lei, nata in prigione nel 1977, ha deciso di querelare i falsi genitori. Figlia dei desaparecidos Mirta e Leonardo, militanti del Partito comunista Marxista leninista (una formazione separata dal Pc argentino), ha pellegrinato per anni in cerca dei suoi veri genitori. Fino a quando, nel 2001, ha deciso di ricorrere alla Commissione nazionale per il diritto all'identità (Conadi).
L'esame del Dna, messo a confronto con la grande banca dei dati genetici nazionale messa in piedi dalle Abuelas de Plaza de Mayo, le ha infine restituito un nome.
Finora le «nonne di Plaza de Mayo» sono riuscite a far sì che 87 nipoti abbiano potuto incontrare le proprie vere famiglie.
Dietro ognuno di questi 87 ci sono storie drammatiche ed emotive.
Casi in cui i falsi genitori erano repressori, altri in cui i falsi genitori conoscevano l'origine dei neonati e lo nascosero, e infine la variante di genitori adottivi che agirono in buona fede e adottarono i bambini in modo legale.
Alcuni hanno persino collaborato nella ricerca della verità seguita dai propri figli.
P.S. cari bloggers in questi giorni io e la mia famiglia siamo impegnati nell'assistenza al capezzale del fratello di mio padre.
Perciò riesco solo da lavoro a passare da queste frequenze.
Davvero è un periodo un po' duro.
Le separazioni sono inevitabili, bisogna solo avere il coraggio e l'impegno di tenere dentro di sè la memoria delle persone amate.
E ricordarsi che si è, e sempre si rimarrà, una famiglia.

02 aprile 2008

In attesa di: I milanesi ammazzano il sabato


E' solo febbre
E' solo febbre

http://myspacetv.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=29748444



Pochi istanti nella lavatrice
Pochi istanti nella lavatrice

http://myspacetv.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=31560463



P.S: lo so and.. lo so che pensi, porta pazienza.. ognuno ha le sue passioni che lo contraddistinguono....

27 marzo 2008

Sole e Baleno




Edoardo Massari, detto Baleno, è stato ritrovato impiccato nella sua cella del carcere delle Vallette, a Torino, il 28 marzo 1998. Maria Soledad Rosas, detta Sole, si è impiccata nella casa in cui era agli arresti domiciliari, l’11 luglio dello stesso anno. Entrambi erano accusati - dai giudici torinesi Laudi e Tatangelo - di far parte di una associazione sovversiva e banda armata che negli anni ’90 avrebbe realizzato diversi sabotaggi in Val di Susa, in particolare contro trivelle e cantieri dell’Alta Velocità (alla fine saranno tutti assolti; soltanto il terzo imputato, Silvano, verrà condannato per un reato minore). Da allora, i tentativi di costruire il TAV in Val di Susa hanno trovato l’opposizione di una popolazione insorta a difesa della propria terra. La combattività dei valsusini e di tutti i ribelli che stanno lottando contro questa e altre nocività è il miglior regalo all’amore per la terra, le montagne e la libertà che animava Edoardo e Soledad.
Per saperne di più vi consiglio il sito: ita.anarchopedia.org/Sole,_Baleno_e_Pellissero
Passateci. Davvero.

20 marzo 2008

Nanotecnologie in tavola

La nanotecnologia è la scienza dell'infinitesimamente piccolo, si occupa in pratica di manipolare la materia a livello atomico al fine di renderla maggiormente idonea alle necessità dello sviluppo tecnologico ed economico. L'ennesima messa in atto dei principi antropocentrici e autoritari che muovono questa civiltà. Le nanotecnologie possono essere percepite come distanti miraggi di un futuro fantascientifico, ma trovano da qualche anno applicazioni in centinaia di prodotti di uso comune, dalla cosmesi agli imballaggi alimentari, dalle racchette da tennis agli pneumatici. Tra i principali finanziatori della ricerca nanotech vi sono ovviamente i dipartimenti della difesa di tutto il mondo, viste le potenzialità applicative nel campo del controllo sociale e nella produzione di armamenti. Le nanoparticelle possono attraversare ogni barriera che gli organismi viventi hanno sviluppato a propria difesa, è infatti noto come le molecole di dimensioni nano riescano ad attraversare addirittura la barriera emato-encefalica che filtra il sangue diretto al cervello. Così come le evidenti analogie tra nanotubi e fibre di amianto, o la possibilità per alcune nanomolecole di legarsi al DNA. La macchina del consumo spinge sull'accelleratore dello sviluppo nanotecnologico, ma come ogni macchina ha componenti, serbatoi... Ovviamente mai una parola sui media dei rischi sanitari, ambientali, sociali. Tra i dati riportati, uno è particolarmente degno di nota: probabilmente entro il 2008 si arriverà a 5200 tonnellate di bottiglie "usa e getta" fabbricate con nanomateriali, quindi disperse nell'ambiente.
Il nostro ambiente.
P.s. oggi avrei potuto parlarvi del quinto anniversario dell'invasione degli "esportatori di democrazia" in Iraq.
Ma credo che voi siate più svegli di quello che molti vorrebbero....
Oppure potrei fare un commentino sulle dichiarazioni di Veltroni sui fatti del G8 a Genova e segnatamente sulle violenze della Bolzaneto. Ma una frase in campagna elettorale su fatti lontani sette anni.
Quando si è taciuto per così tanto tempo, rimane solo un profondo disgusto.

14 marzo 2008

Il cane Bernie



Sono pancia a terra
Che cerco un odore
Oppure una sensazione di fresco
In questo caldo tardo inverno.

Oggi ho corso dietro una farfalla
Mi guardavano anziane vedove
Senza nipoti da portare al giardino
Ma io non le inquadravo.

Posso sapere se arriva qualcuno alla porta
Sento le vibrazioni che portano una gamba stanca dalla giornata di lavoro
Posso sembrare lontano da qui
Ma in un momento mi allungo su di voi.

Mordo uno dei miei speroni
Sono in attesa, ma non deciderete voi di cosa
Io posso adattarmi solo ai miei desideri
E conosco un trucco per non farmi accorgere.

Mi adatto al gioco
Mi adatto al pranzo
Mi adatto al sonno
Mi adatto alla vita

Io sono il cane Bernie
E ignoro i borghesi e le loro ipocrisie
Io sono il cane Bernie
E non so cos’è la razza pura
Io sono il cane Bernie
E non finirò all’inferno se ignoro Dio
Io sono il cane Bernie
E non sono al corrente del prezzo del petrolio.

La lunghezza dei miei desideri
È più estesa di quella del mio guinzaglio
Il mio passo è svelto
Non mi adatto a quello che vorrebbe chi mi accompagna.

La mia coda è uno spettacolo
Perché sono il figlio di un principe
La mia ricchezza sta nei miei geni
Voi non accettereste mai lo scandalo di un sangue meticcio come il mio.

Mi fan paura i petardi
Delle vostre fottute festività
Siete comandati alla festa
Mentre per me è lieto l’incontro spontaneo.

Lecco le mani di chi mi accarezza
Io vengo nel mio unico modo conosciuto: in pace
Non mi perdo in giochi da saltimbanco
Quelli li lascio ai vostri incroci avvelenati da gas di scarico.

Mi adatto al gioco
Mi adatto al pranzo
Mi adatto al sonno
Mi adatto alla vita

Io sono il cane Bernie
E ignoro i borghesi e le loro ipocrisie
Io sono il cane Bernie
E non so cos’è la razza pura
Io sono il cane Bernie
E non finirò all’inferno se ignoro Dio
Io sono il cane Bernie
E non sono al corrente del prezzo del petrolio.

08 marzo 2008

In occasione della festa della donna vi giro un contributo della sezione torinese di Emergency


L'unica situazione dove le donne occupano un posto in prima fila...è in guerra.

Devastazioni del corpo e dell’anima, il lutto infinito, la perdita di senso e identità, il dolore inutile, lo strazio che sempre ogni guerra porta con sé.
Una guerra nella guerra.
Con il mondo che le circonda, con la famiglia, con padri padroni ottusi, con mariti violenti , con una società che le umilia e le discrimina, quando non prova a cancellarle fin da bambine...
Alcuni dati: se in guerra muore il 93% della popolazione civile.... di questi il 50% sono donne e bambini. L'organizzazione mondiale della sanità stima che in Afghanistan muoia una donna ogni mezz'ora per problemi legati alla gravidanza.
In Niger il 70 percento delle donne considera “normale” essere picchiata, stuprata o umiliata dal proprio marito, dal proprio padre e persino dai propri fratelli. Se un marito non è soddisfatto della propria moglie può chiedere il divorzio senza che nessun giudice si preoccupi di ascoltare le eventuali motivazioni della donna.
130 milioni di donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali. Dall'infibulazione all'escissione.
All´inizio della guerra del Vietnam in Thailandia c´erano 20.000 prostitute. Con la guerra diventarono 400.000. Quando gli americani si ritirarono, il governo thailandese ricevette soldi per organizzare il turismo sessuale per militari. La Chase Manhattan Bank prestò due milioni di dollari. Poi, grazie alle nuove tecnologie per la comunicazione e alla facilità di viaggiare, questo divenne turismo di massa. Attualmente si calcola che le prostitute in Thailandia siano arrivate a 2.000.000, il 33% minorenni.
Donne che diventano “prostitute di guerra” come le ragazze che, a Sarajevo, si sono vendute ai caschi blu per una sigaretta...
Donne lapidate a morte perché amano un uomo diverso da quello che sono state costrette a sposare.
Donne picchiate ferocemente o uccise perché non rispettano la tradizione o la volontà del marito. Donne maltrattate e violentate da uomini che nessun tribunale, in quanto uomini, punisce.
Donne che preferiscono darsi la morte con il fuoco pur di non vivere una vita d’inferno.


Donne e Uomini del gruppo Emergency di Torino

04 marzo 2008

Se cinque vi sembran pochi.




Stamane ero in macchina e mentro andavo a lavoro mi sono sintonizzato su Radio tre.

Ecco se ascolti Radio tre e trovi che abbia dei programmi piacevoli vuol dire che stai diventando vecchio.. ma non è di questo che volevo parlarvi.

In una trasmissione di domande e risposte, con un pubblico telefonico, una giovane donna, forse una piccola imprenditrice, credo del Nord, diceva con passione ed enfasi che la discussione sulle morti sul lavoro è eccessivamente drogata da ideologismo e che in realtà gl'imprenditori sono persone che mettono il rispetto dei propri dipendenti sopra ogni altra cosa. Già. E babbo natale è mio padre. Ogni giorno almeno 3,5 decessi sui luoghi di lavoro, in media, e confindustria che si rifiuta di collaborare a sanzioni per chi è inadempiente sulle norme di sicurezza sul lavoro. A casa mia questo si chiama stronzismo, altro che slancio di generosità....... ma si sa io sono impregnato d'ideologismo!!!!

Muoviamo le prime mosse di questa campagna elettorale mentre sui luoghi di lavoro di questo belpaese si continua a morire: dopo l'incidente che, venerdì scorso, aveva ucciso il quarantenne Fabrizio Cannonero nel porto di Genova, nella sola giornata di ieri altri cinque lavoratori hanno perso la vita a Molfetta, mentre lavoravano all'interno di una cisterna di zolfo.
Siamo di fronte ad un vero e proprio bollettino di guerra (184 morti e 181 mila infortuni nei primi due mesi del 2008), frutto di decenni in cui si è provveduto, via via, a smantellare sempre più quel sistema di diritti e tutele conquistati dalle classi lavoratrici attraverso anni di dura lotta. Nell'ultimo ventennio il lavoro è stato reso sempre più una pura variabile dipendente del capitale e del profitto e i lavoratori hanno visto man mano peggiorare le proprie condizioni materiali di vita: quelle economiche, rese evidenti dalle grandi difficoltà che essi hanno ad arrivare a fine mese; quelle sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro svolto.
Ma non dimentichiamoci che siamo in campagna elettorale!!! Il quadro di difficoltà che abbiamo di fronte è reso ancora più difficile dall'insidia di un "voto utile" dietro il quale risiede la contraccambiabilità dei due maggiori partiti in corsa: Pd e Pdl. Due partiti dietro i quali in realtà vi è già il germe della 'grande coalizione'. Quella 'grande coalizione' che sta dentro la omologazione dei rispettivi programmi al modello neoliberista proposto ed imposto. Non è un caso che la signora Finocchiaro invita a votare per uno dei due partiti maggiori. In questa direzione va anche la decisione - da parte di Veltroni - di candidare i vertici confindustriali e di Federmeccanica, svelando definitivamente l'ipocrisia che si nasconde dietro la candidatura dell'operaio della Thyssen e, soprattutto, svelando definitivamente qual'è il quadro di riferimento sociale a cui ci si vuole rifare: il Pd, attraverso un falso e presunto interclassismo (malamente difeso da Giuliano Amato dalle pagine di Repubblica) in realtà si candida a rappresentare i poteri forti in un quadro di normalizzazione dal quale sia cancellato definitivamente il conflitto.

Parafrasando Piero Calamandrei che invitava i giovani a visitare i luoghi in cui è nata la Costituzione Antifascista, noi dobbiamo ritornare a osservare e renderci conto della realtà che impregna i luoghi dove l'insidia della globalizzazione neoliberista produce sempre più barbarie: dobbiamo ritornare davanti alle fabbriche a difendere il diritto ad un lavoro che sia strumento di emancipazione e di democrazia; dobbiamo ritornare davanti ai call-center a rivendicare un lavoro sicuro e tutelato per milioni di giovani che oggi non hanno alcuna prospettiva di futuro; dobbiamo ritornare davanti ai Cpt a difendere la dignità delle persone; dobbiamo ritornare lì dove siamo stati già tante volte... e dobbiamo andare lì dove non siamo mai stati... dobbiamo andare davanti a quelle cliniche fatte di blitz polizieschi per impedire che le donne agiscano il diritto alla tutela... all'autodeterminazione del proprio corpo; dobbiamo ritornare nei territori per difenderli dallo scempio ambientale che altri - ed in altri luoghi - hanno pianificato sulla testa dei cittadini.
Dobbiamo ritornare in tutti quei luoghi in cui vi è la necessità di costruire conflitto; dobbiamo ripartire dalle istanze di tutti quei soggetti sociali senza in quali il rilancio di una prospettiva autenticamente di base risulterebbe soltanto una chimera.

28 febbraio 2008

Domande

Questa è una cernita sulle domande che mi frullano per la testa negli ultimi giorni.
Per piacere, se qualcuno può rispondermi, mi farebbe il favore di levarmi dall’imbarazzo di non saper dare le risposte adeguate. Help me!!!

1) Ora che il figlio di Totò Riina verrà liberato, che si fa? Gli si chiede scusa? E soprattutto.. si candiderà nel Partito democratico o nel Popolo delle libertà?


2) Mi dite come si fa ad aprire un conto segreto in Liechtenstein? Insomma.. io trovo scomodo dover attraversar l’Europa per prelevare 100 euro al bancomat e pagarci la benzina, ma se ci sono stati così tanti nostri connazionali che hanno fatto questa scelta, qualche beneficio ci doveva essere, no?


3) Oggi 4 bambini palestinesi sono rimasti uccisi da un missile israeliano durante un raid a Jabaila, nel nord della striscia di Gaza. In quel momento i 4 bambini stavano giocando a pallone. Possibile che stessino giocando così male? (vorrei che a questa domanda mi rispondessero Fiamma Nierestein e Magdi Allam, ma dubito che passino di qui).


4) Il festival di San Remo è iniziato da 4 giorni. Dite la verità. Se ci fosse stato ancora vivo e vegeto il governo Prodi lo avremmo visto per convincerci che c’è chi sta peggio, vero?

5) Si avvicina il compleanno di mia moglie. Sono indeciso tra un litro di Benzina e un collier di zirconi. Il costo è identico. Però il benzinaio è più vicino della gioielleria. Che dite, quale dei due faccio?

6) Siete d’accordo a cambiare la legge 194? Io no. Ma semmai.. non sarebbe il caso di farla retroattiva? Pensateci. La madre di Ferrara farebbe ancora in tempo ad abortire…

(Un'immagine simbolica. Bernie sgomento anch'esso alle mie domande...)

20 febbraio 2008

E adesso lobotomizzateci tutti!!!


Un po’ tutto torna di moda, volenti o meno.
Abbiamo visto come la moda abbia riesumato a piene mani dagli anni ’70 e ’80 capi di abbigliamenti come zeppe, pantaloni a zampa di elefante o alla pescatore, ponci, ecc…
In politica ogni tot si sente parlare di vecchie proposte come: Rifacciamo la Dc! Rianimiamo il Psi!! Che ti chiedi che la chiamiamo fare seconda repubblica? Meglio sarebbe prima repubblica bis (the Revenge of Licio Gelli).
Nel cinema è esemplare il caso della produzione cinese. Ogni cinque-dieci anni arriva una stagione in cui tutti si è attratti dalle rarefatte, eleganti, sensuali, satinate, pallosissime atmosfere del cinema cinese, basta, che ne so, un premio a Gong Li alla mostra di Venezia o a Cannes e di colpo metà dei cinema trasmettono gli ultimi capolavori della produzione mandarina. Poi arriva Natale e con Boldi e De Sica figlio, si torna a scoreggiare e palpare culi come piace a noi italiani veraci.
Ci sono poi ritorni di fiamma che mi fanno incazzare un bel po’.
Recentemente un gruppo di psichiatri, uniti sotto la sigla Aitec (associazione italiana per la terapia elettroconvulsivante), intende sottoporre una petizione al ministro Livia Turco in cui si vuole chiedere l’apertura di un servizio di Tec (Terapia elettroconvulsivante) per ogni milione di abitante in ogni regione d’Italia.
Cazzo!
La Tec è solo il termine, suggerito dal perbenista politically corrrect, per definire un crimine degli ospedali psichiatrici: l’elettroshock!!!!!
Il presidente dell’Aitec, Athanasios Koukopoulos, se la prende addirittura con la legge 180 che secondo lui ha sottratto i disturbi psichici alla medicina. Sì la medicina del dottor Mengele e dei lager nazisti magari!
La legge 180, unica in Europa, ha umanizzato un lato complesso della cura a chi soffre di tormenti di natura psichiatrica, abolendo i manicomi e istituendo i centri di igiene mentale, purtroppo la cronica mancanza di strutture ne rende spesso difficoltosa la realizzazione.
L’elettroshock provoca danno del cervello, perdita della memoria e stati di depressione.
Se non bastasse Robert Waldinger, nel capitolo sulla Psichiatria del “manuale per studenti in medicina”, pubblicato nel 1984, dice "il meccanismo di azione del Tec non è saputo. ... Come con le altre terapie somatiche in psichiatria, noi non sappiamo il meccanismo dal quale Tec esercita i suoi effetti terapeutici". Ovvero neanche i medici sanno dare una spiegazione come funzioni l’ elettroshock in termini di benefici.
Ma sappiamo cosa tecnicamente succede.
L’elettroshock consiste nel passaggio di elettricità il cervello con una forza da 70 a 400 volt e un amperaggio da 200 milliamperes a 1.6 ampere (1600 milliamperes). Il colpo elettrico è amministrato come una frazione di un secondo a molti secondi. Gli elettrodi sono messi su ciascuno lato della testa, o qualche volta sulla fronte e indietro. Il passaggio di elettricità è così potente che può bruciare la pelle sulla testa, dove gli elettrodi sono stati messi. A causa di questo, gli psichiatri distribuiscono gelatina dell'elettrodo, ovvero un gel conduttivo, per prevenire scottature della pelle per effetto dell’elettricità.
Che carini! Ci vogliono evitare di dover sembrare antiestetici….
Permettereste che qualcuno “curi”, voi o i vostri cari, con queste tecniche?
Guardate non l’augurerei neanche a Borghezio.
Ragazzi credo che l’ascolto e la solidarietà umana siano un tantino una terapia più adeguata! Qui corriamo il rischio che qualcuno chieda di lobotomizzarci se non gli stiamo a genio.. e a quello pensano già Studio Aperto, La Repubblica, Corriere della Sera, Porta a Porta, ecc…

14 febbraio 2008

Ad Anna

Bisogna nascere per sentire il profumo del mare

Bisogna nascere per ascoltare le note del pianoforte

Nasciamo per vedere il sorriso di chi ci ama

Nasciamo per assaggiare la dolce vaniglia e l'aspro limone

Nati siamo per vibrare con l'amore

Ma è veramente importante che tutto questo

Possa essere vissuto con altri

Perche ciò rimanga a lungo

Nella nostra memoria

08 febbraio 2008

Sta male?



Sta male augurare un attacco di dissenteria lungo tre giorni a chi mi ha incidentato la fiancata della macchina, una settimana fa, senza lasciare neanche un biglietto con le proprie generalità?

Sta male persuadersi che piuttosto che una moratoria degli aborti sia più utile una moratoria su Ferrara?

Sta male pensare che se la scelta è tra Berlusconi e Veltroni allora è come scegliere tra un’iniezione letale e la camera a gas?

Sta male riflettere che se ci dobbiamo beccare Moccia che scrive libri e fa film è perché abbiamo fatto qualcosa di veramente male nella vita? Tipo dimenticare Eduardo de Filippo?

Sta male non sentirsi neanche un po’ commossi per la dipartita di mamma Rosa Berlusconi?

Sta male pensare che se l’Italia partecipa con le sue truppe in azioni militari in cui si sparino e si uccidono civili in Afghanistan, forse.. forse.. forse.. stiamo partecipando ad una guerra che è illegale in quanto sancito dall’articolo 11 della nostra costituzione?

Sta male sperare che Mike Buongiorno venga pensionato a forza? Guardate a qualunque costo, pure quello di farlo senatore a vita, tanto se lo fa Andreotti…

Sta male incazzarsi con i sindacati confederali se il tuo contratto è scaduto da due anni e nessuno se ne cura? E se venissero Epifani, Angeletti e Bonanni a fare quello che faccio io al mio stipendio, con il mio mutuo, la cambierebbero la loro agenda d’impegni? O straccerebbero la loro tessera sindacale?

Sta male pensare che una vita in cui non sia hanno né santi né eroi magari può creare meno dolore e torti di una votata a dio, patria e ordine?

Sta male salutare per un’ultima volta un amico, un compagno di strada, col pugno alzato e un canto che intona l’Internazionale in francese? Vito mi mancherà la tua voce durante le manifestazioni…..

04 febbraio 2008

Salvate il giornalista afgano Sayed Pervez Kaambakhsh




Sayed Pervez Kaambakhsh, 23 anni, giornalista afgano è in prigione da tre mesi e, ora, rischia una condanna a morte per aver scritto un articolo considerato "blasfemo" e offensivo per il profeta Maometto. Un ordine del giorno del senato afgano ha chiesto per lui la pena capitale. Noi sottoscritti, aderiamo all'appello del Parlamento Europeo rivolto al presidente Karzai, al segretario dell'Onu e al popolo afgano per salvare la sua vita di Sayed Pervez. Conosciamo bene la personale aspirazione del presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai alla realizzazione di una società democratica. Apprezziamo la sua volenterosa opera di ricostruzione di una nazione che ha sofferto lunghi anni di oppressione e violenze e consideriamo le enormi difficoltà culturali, economiche e sociali con cui è costretto quotidianamente a confrontarsi. Resta il fatto che il presidente Karzai dovrebbe rendersi conto che un tale episodio rischia di colpire al cuore il processo di ricostruzione democratica avviato, facendolo nettamente regredire. Riteniamo che la vittoria della libertà, della democrazia e di tutti gli altri diritti civili nel paese afgano, come in tutto il mondo, non dipenda solo dal raggiungimento di una stabilizzazione militare, ma anche dal conseguimento di una democrazia, resa significativa dalla presenza di tutte le garanzie a tutela di un'esistenza libera. Perciò chiediamo alle autorità afgane di salvare la vita di Sayed Pervez e di restituirgli la libertà.


30 gennaio 2008

Scegli il tuo governo preferito (ovvero tecniche di autosodomia senza pagare l’ici)




E alla fine Napolitano si è deciso… per l’incarico di formare un nuovo governo è stato designato Franco Marini, l’algido presidente del Senato… ma guarda chi l’avrebbe detto!!??
In realtà in queste ore le alternative erano numerose e qui a Memorie Casuali siamo in grado di rivelarvi quali altre soluzioni giacevano sulla scrivania del presidente della repubblica, comprese alcune anticipazioni sulla relativa squadra di governo.

Decidete voi quale di queste meglio vi rappresenterebbe e mandate una mail a Napolitano e Marini, e date loro una mano a salvare il paese!!!!

• Governo Prodi bis

Presidente del Consiglio: Romano Prodi bis
Ministro degli Interni: Giuliano Amato bis
Ministro dei beni culturali: Francesco Rutelli bis
Ministro degli esteri: Massimo D’Alema bis
Ministro per la famiglia: Rosy Bindi bis
Ministro della sanità: Livia Turco bis


• Governo Ceppaloni

Presidente del Consiglio: Clemente Mastella
Ministro della Giustizia: Sandra Leonardo (moglie di Mastella)
Ministro degli Interni: Pellegrino Mastella (figlio di Mastella)
Ministro per la famiglia: Alessia Camilleri (nuora di Mastella)
Ministro delle comunicazioni: Tommaso Barbato (senatore dell’Udeur che attaccò il collega Cusumanoal grido di “Frocio”, “pezzo di checca”…)


• Governo del Vaticano

Presidente del Consiglio: papa Benedetto XVI
Ministro degli Interni: Monsignor Bagnasco
Ministro della difesa: Monsignor Ruini
Ministro per la famiglia: Paola Binetti
Ministro per i rapporti col parlamento: Padre Georghe
Ministro della sanità: dott. Mengele (amico d’infanzia di Ratzinger)


• Governo San Remo


Presidente del Consiglio: Pippo Baudo
Ministro italiani nel mondo: Toto Cotugno
Ministro dei beni culturali: Amedeo Minghi
Ministro per le politiche giovanili: Frankie Hi Nrg Mc
Ministro della giustizia: Andrea Mingardi
Ministro per le pari opportunità: Anna Tatangelo (eeeehhhhh… siiii… come no!)


• Governo Star Wars

Presidente del Consiglio: George Lucas
Ministro dei beni culturali: Obi – Wan Kenobi
Ministro per le pari opportunità: Principessa Leila Organ
Ministro della difesa: Luke Skywalker
Ministro degli esteri: Dart Fener


• Governo Simpson


Presidente del Consiglio: Homer Simpson
Ministro per le politiche giovanili: Bart Simpson
Ministro dei beni culturali: Lisa Simpson
Ministro per le pari opportunità: Marge Simpson
Ministro per la famiglia: Maggie Simpson
Ministro degli Interni: Commissario Winchestern
Ministro delle Finanze: Mr. Burns