24 novembre 2006

E la chiamano democrazia…

Ieri sono rimasto particolarmente turbato dalla notizia della serie di attentati avvenuti a Sadr City, il noto “sobborgo” sciita di Baghdad (che tanto piccolo non è visto che conta 2 milioni di abitanti, più del doppio della mia città), e che sono costati la vita a 157 persone. A commettere il massacro sarebbero stati i Sunniti, l’etnia una volta al potere con Saddam.
Io non so voi, ma a casa mia questa si chiama guerra. Guerra civile per la precisione.
Da fonti ben informate apprendo che il tutto è iniziato nel marzo 2003, quando le truppe anglo-americane, supportate da contigenti di altre nazionalità come la Spagna, l’Italia, l’Australia, hanno invaso l’Iraq, dopo aver fatto le prove generali in Afghanistan l’anno prima.
L’obiettivo era sovvertire il regime terroristico di Saddam Hussein, trovare le armi di distruzione di massa in mano agli Iracheni che avrebbero terrorizzato il mondo civile ed occidentale, smantellare la rete terroristica di Al-Quaeda complice di Saddam ed esportare la gioiosa e salutare democrazia cristiano-giudaica, progenitrice delle sovranità popolari Europee e Americane.
Ora dopo alcuni anni di occupazione nel paese, l’istituzione di un governo fantoccio, diverse migliaia di morti nelle forze militari “democratiche” e diversi milioni di “inopinati” decessi nella popolazione civile, l’istituzione di un codice giuridico fondato sull’Islam più arcaico, per i due capi di Stato di Usa e Gran Bretagna, il duo Bush&Blair, cominciano a scricchiolare le sedie sotto il culo (perdonate il neologismo), e gli iracheni si ritrovano ridotti alla fame e alquanto “terrorizzati”, mentre le armi di distruzione di massa si sono rivelati una ventina di tubi di acciaio arrugginiti dimenticati in un hangar.
Certo i soldati a stelle e strisce hanno catturato Saddam, non prima di aver assassinato quei parenti (i due figli) a cui lui stesso Rais non aveva fatto in tempo a spedire al creatore, destino a cui lui stesso sembra destinato visto l’esito del processo tenuto a suo carico. Ovviamente Saddam meritava un giusto procedimento giudiziario, visto che ha gasato il suo migliaio di curdi, ridotto al silenzio l’etnia sciita, mercanteggiato in armi (ma di piccola e media taglia), invaso un paese sovrano (il Kuwait) e commesso diverse altre porcate. Ma che serve ucciderlo? Non a molto visto che non sarà più in grado di prendere il potere, ma ad alimentare la spirale guerra-terrorismo quello sì. Pare che il ricorso alla condanna a morte, abolita in Europa a partire dalla fine dell’800 con un lungo processo completatasi dopo la II guerra mondiale, sia ancora un assunto valido nell’esportazione della democrazia dal blocco occidentale. Strana contraddizione. Anche perché i curdi sono perseguitati pesantemente anche in altri paesi come la Turchia, a cui però ci si prepara ad accogliere (anche se non proprio col tappeto rosso) nella Comunità Europea, e non si pensa neppure a chiedere un processo a Erdogan e compagnia bella per genocidio.
Così va il mondo amici. Ognuno ha la democrazia che merita. Difficile dire chi può insegnarla all’altro, da noi ci pensa una classe politica divisa tra chi broglia le elezioni e manco riesce a vincerle e chi scrive una finanziaria facendosela dettare da Montezemolo.
Proprio nelle buone mani direi.

5 commenti:

Ggioia ha detto...

"Ognuno ha la democrazia che si merita"... già, ma è triste.

Ti lascio un abbraccio per il week end.

Anonimo ha detto...

...è il concetto di democrazia che proprio non mi piace...oddio, meglio di niente...però...
www.wrong-.splinder.com
andrea

Banda Bassotti ha detto...

Gli Americano volevano solo mettere le mani sul petrolio iraqueno, ed è ancora l'unica cosa che interessa loro. Gli Iraqueni possono pure ammazzarsi fino all'ultimo tra di loro che a nessuno dispiacerà. E pensare che era un popolo forte, dignitoso, di antiche tradizioni e uno dei più laicizzati della zona ed anche aperto all'occidente. Ma alla rapacità degli Americani non importa di nessun popolo sulla terra al di fuori del loro. (e poi ci siamo noi che siamo i soliti pirla...)

Felicity ha detto...
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Felicity ha detto...

concordo in pieno con banda bassotti, gli americani sono spietati nel guardare i propri interessi, poco importa il come con le relative conseguenze..e strumentalizzano tutti.. anche i morti delle torri gemelle