12 novembre 2006

Sofferenza scaricata.

Ci sono cose che definire ripugnanti è svalutante.
Perché non rende l’idea della sofferenza, del vergognoso, dell’angoscioso che provocano nelle persone che le subiscono.
È il caso del video di un ragazzo affetto da sindrome di Down torturato dai compagni di classe.
191 secondi di sberle calci, insulti e lanci di libri ed insulti nazisti documentati in un filmato che è diventato uno dei più scaricati da internet, come se fosse l’ultimo singolo di Britney Sperars.
Ma l'associazione Vividown, che ha scoperto la circolazione del video e che vuole scoprire chi ha realizzato il video e ha effetuato violenza sul disabile ha denunciato anche Google: "Vista la capacità di diffusione - scrive l'avvocato Guido Camera - è evidente che attento e consapevole deve essere il controllo dei video che possono essere scaricati dal sito".
Il video poi mostrava come molti altri ragazzi all’interno della classe non siano intervenuti durante l’accaduto ed abbiano tenuto un comportamento omertoso.
Ci si chiede se il video sia originale o frutto di finzione.
Ma alcune cose rimangono.
Come si può sfruttare la violenza ad un disabile per realizzare un video da girare su Internet e concretizzare la soddisfazione di vederlo tra i più scaricati?
Come si può credere che la scuola sia luogo di educazione ai valori d’integrazione e tolleranza se vi si celano certe risacche del peggior fascismo?
Una volta mi sono imbattuto in sito di una casa editrice che pubblicizzava una collana di libri di pensiero politico che aveva tra i suoi titoli “Il mistero dei Mongoloidi”, inutile dire che il contenuto era di chiaro tipo nazista e razzistico. Ecco l’essenza di tali ideologie: forti con i deboli e deboli con i forti.
E il ruolo di chi ha scaricato il video?
Possibile che si tratti di una finzione, di uno scherzo come detto, ma comunque non cambierebbe molto. Chi ha cliccato centinaia di volte non lo sapeva. E lo ha fatto irretito dalla denominazione “Video divertenti” del sito da cui si scaricava il filmato.
Internet è questo.
Internet è meglio.
Internet è anche peggio.
Internet siamo noi. Noi che navighiamo, clicchiamo, scarichiamo, scriviamo, leggiamo, visioniamo, ecc…
Internet è la società. Se qualcuno si diverte a maltrattare una persona indifesa per divertimento e lo fa circolare sul web e la cosa fa successo è segno che la società ha sete di queste emozioni, è segno che c’è una grave malattia tra le persone. L’idiozia. O ha un altro nome? Forse fascismo?

10 commenti:

Felicity ha detto...
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Felicity ha detto...

le persone hanno perso la ragione,l'amore per la vita, ma la cosa che mi fa più male è che sono prive ormai di sensibilita', sono delle merde quelli che hanno (anche se per gioco...MA SI PUO' PARLARE DI GIOCO?) fatto quel video e alla stessa maniera quelli che stavano li nella stessa classe a guardare senza intervenire!omerta' di cosa? ci sono dei casi dove non si puo' restare in silenzio a guardare e questo è uno di quelli. non voglio neppure immaginare l'umiliazione di quel ragazzo che senza un motivo si è dovuto sentiere attaccato, accusato, violentato nell'anima. io ho visto tanta cattiveria e ancora cattiveria e mi domando come dei ragazzi possano averla così radicata dentro di loro. Tutto questo è davvero desolante.

Anonimo ha detto...

se il video è vero viviamo in un mondo di merda.

se il video è falso viviamo in un mondo di dementi di merda.Chi fa il video e chi lo guarda.

Che schifo


Monakabastarda_indignata

BandaBassotti ha detto...

io mi ricordo che quando ero piccola, tipo all'asilo, ma anche alle elementari, c'era la tendenza a prendersela con i piu' deboli. Si sa che i bambini sono crudeli. Ma poi mi hanno insegnato cosa e' la sensibilita', il rispetto per gli altri, per i piu' deboli, me lo hanno insegnato proprio a scuola, mi hanno insegnato a stare con le perone con handicap in maniera civile e matura. Adesso probabilmente non si fa piu'. I genitori se ne fregano di come crescono i figli e i maestri non ritengono piu' sia loro compito educarli. E cosi' produciamo imbecilli, incivili, razzisti...

Jean ha detto...

sono capitata per caso qua...cercavo su google la parola:corpi arredativi...ma mi sono soffermata a leggere...benche conoscessi gia la storia mi ha di nuovo colpito come un pugnale nel petto...non scrivo nemmeno le torture che farei a quei ragazzi...troppo atroci e disumane...

un bacio Jean...passa a trovarmi se vuoi e segui il bianconiglio

Maurone ha detto...

Aggiornamento: pare che siano stati rintracciati gli autori e i protagonisti del video, sono di un istituto tecnico in Piemonte, non si capisce bene se in provincia di Torino, comunque qui, molto vicino alle mie sponde del Po.
Ovviamente non sarebbe molto cambiato se il tutto si fosse svolto a Gorizia o a Enna... la pena di uno è la pena di tutta una comunità.
X Jean: ma come hai fatto a capitare qui cercando "corpi arredativi"? Vabbè sarà un inequivocabile e simpatico destino!
X Banda Bassotti: in un certo senso anch'io riconosco una particolare cattiveria nei bambini, ma credo che sia indotta anche dai contesti familiari, poi i bambini la esprimono senza tabù.... ma questi sono ragazzi alla soglia dell'età adulta! Oggi se la prendono con un disabile, ma domani? Caricano i manifestanti di un G8 con la loro bella divisa?
X Monaka: poche e sincere parole le tue. Direi che si può essere d'accordo.
X Felicity: la nostra desolazione può essere un punto per ricominciare, segno di onestà, ma non basta, bisogna vigilare e sostenere i valori di tolleranza e integrazione.

Banda Bassotti ha detto...

eh, lo so che son grandi, ma queste cose si imparano da piccoli. A quell'età dovrebbero già sapere cosa sono il rispetto altri, la solidarietà, l'aiuto reciproco. E dovrebbero già saper distinguere. Solo che nessuno più insegna quei valori, e distinguere è una fatica che non serve a niente.

Anonimo ha detto...

certo che come insegnante di sostegno..sono sconvolto..i bambini che ho seguito... Down Arianna.. Fabio..

illimus ha detto...

L'accaduto è anche difficile da commentare. Si rischia sempre di cadere nel retorico, ma non si può non condannare uno schifo del genere.
Mi è capitato di parlarne anche in altri blog. Per lavoro mi trovo anch'io a dovere gestire ragazzini, solo pochi dei quali diversamente abili. Ma in alcuni di loro permane una forma di razzismo verso i "diversi" (che siano diversamente abili, stranieri, meridionali, gay...) ahimè grave. E dire che dietro certe convinzioni ignoranti ci siano famiglie ignoranti non è reorica ma la triste realtà.
Ed è triste realtà passare mezz'ora di tempo a condannare la frase "marocchino di merda" detta da un'undicenne ad un compagno di classe, per ritrovarsi poi, dieci minuti dopo, a dover sentire "quello è un handicappato"...
Per fortuna esistono ancora ragazzini che sanno dire "per favore" e "grazie" e portare rispetto verso i compagni, altrimenti fare il professore sarebbe oltremodo frustrante..

Ciao Mauro,
a presto.

stellavale ha detto...

Un anno di sospensione..... Sono molto contenta!