02 novembre 2006

Scritti Corsari

Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.” (Pier Paolo Pasolini da "Cos'è questo golpe? Io so" sul Corriere della Sera, 14 novembre 1974).


L’inizio del Post di oggi è istintivamente dedicato alla memoria di Pier Paolo Pasolini nel trentunesimo anniversario della sua morte.
Se fosse ancora vivo avrebbe 84 anni, sembra strano immaginarlo vecchio, segnato dalla decadenza fisica e magari intellettiva. Magari se ne sarebbe andato via comunque prima di raggiungere quella veneranda età, magari non avrebbe sopportato di vedersi incanutirsi irreparabilmente, lui così attento alla forma fisica, uomo dalla figura sempre asciutta e ben allenata.
Ma se la sua vita non si fosse spezzata in quella violenta, quanto misteriosa, notte sul litoraneo laziale di Ostia, quali altre opere artistiche, civili, umane avrebbe regalato all’umanità? Come avrebbe compreso l’attualità italiana, e non? Come si sarebbe levata la sua voce, così delicata e chiara, dalle interviste televisive che i giornalisti gli avrebbero fatto per sapere il suo punto di vista, magari sull’ascesa al soglio pontificio di Papa Woityla o sulla tragedia di Ustica o sul dirottamento dell’”Achille Lauro” o sulla “Perestrojka” di Gorbaciov o sulle geste di Diego Armando Maradona….
No, noi non lo sapremo mai il suo punto di vista. Ma non importa. Perché Pasolini, che con le sue opere ha aperto le porte delle tematiche e delle ambientazioni dell’arte, della cultura, della comunicazione a chi non faceva parte di quella èlite privilegiata borghese che prima di allora era l’unica protagonista della letteratura, del cinema, del teatro, ci ha lasciato quelle atmosfere, quelle testimonianze, quei messaggi, ora crudi ora angelici, che ci disegnano una “coscienza/conoscenza” utile per desiderare e creare un mondo migliore.
Forse è quindi meglio che lui non si sia imbattuto nei Mastella, nei Borghezio, nei Grandi Fratelli, nelle Valeria Marini, nei Bush, nei Osama Bin Laden, nei Moggi, nei Swarzenegher, nei Dolce&Gabbana, nei Briatore, nelle Simona Ventura, ecc… che riempiono la nostra quotidianità; ha pagato abbastanza il diritto alla libertà nella sua vita per sobbarcarsi il dispiacere di confrontarsi con tutta sta paccottiglia umana…..
Ma noi che rapporto abbiamo con la libertà?
Se tornasse un Pasolini lo riconosceremmo o lo metteremmo in fila con tutti quei mezzibusti catodici che già affollano la nostra conoscenza?
E se Gabriele Torsello telefona all’Ospedale di Emergency per sapere come sta suo figlio, perché cazzo non lo rimandano qui, così lo scopre di persona, che la bolletta del telefonino comincia ad essere un po’ lunga?

6 commenti:

Anonimo ha detto...

io di tempo ormai ne ho poco
per colpa della morte
e anche di questo mondo cosi umano
che
ai poveri toglie il pane
ai poeti la pace

P.P.Pasolini



monakabastarda

Ggioia ha detto...

Grande Pier Pa.

gio' ha detto...

leggo e rileggo i tuoi scritti, ci vedo dentro un sacco di vita, la tua, ho provato ad alta voce , provero' ancora, e chissa' magari un giorno li sentirai dalla mia voce e io gridero' pianoo che tu sei il vero attore dei tuoi scritti, ..come al solito parto a mille in tutte le cose, e mi rendo conto che ho sempre meno tempo a disposizione per me stesso, ma continuo a muovermi e ti faro' sapere cosa portero' a teatro, ti ringrazio anche della tua sottile e forte difesa del mio commento su vladimiro, mi accorgo sempre di piu' di quanto tu sia una persona speciale...grazie davvero gio'

Maurone ha detto...

Bene! Gabriele Torsello è stato appena liberato, come conferma il sito di PeaceReporter e il ministero della Difesa.
Una buona notizia! La prima che sento ad un telegiornale da almeno quattro mesi, direi...
Ringrazio Monaka e Ggioia per aver condiviso con me l'omaggio a Pasolini.
Un grazie particolare a Giò per le belle parole, semmai utilizzasi anche solo una riga dei miei racconti mi farebbe piacere, e sentirli declamare da te su un palco arebbe poi una gran bella emozione! Auguri di buon lavoro, allora!!!

Banda Bassotti ha detto...

La carbonara è sicuramente meglio del Supermarket...

Ho scoperto Pasolini solo un paio di anni fa. Folgorante. La forza con cui levava la sua voce, pur sempre così gentile, l'attualità di quello che scriveva! Adesso credo che sarebbe troppo schifato. Che cosa potrebbe fare una voce così pura e nemica dei compromessi nella palude di banalità e volgarità che uniformizza tutto. Non so come fosse allora, ma adesso la comunicazione è talmente ben controllata da poteri occulti e non, che non so cosa riuscirebbe a fare. Ma ne avremmo tanto tanto tanto bisogno.

stellavale ha detto...

Ho iniziato Scritti Corsari tempo fa, spinta da una meravigliosa canzone della Casa del Vento su Pasolini, Folgorante, lucido..
Solo che in questo periodo devo darmi ai romanzi, non ho testa per i saggi, e non l'ho ancora finito.....