16 marzo 2007

Lyrica

A volte mi chiedo cosa farò della mia vita quando raggiungerò il traguardo della pensione.
Ebbene il mio sogno sarebbe quello di ritirarmi in una località di mare, con una casetta che da su una spiaggia o calanca, passare giornate a vedere l’orizzonte, leggere libri di storia, compresi tomi enciclopedici sulle crociate o sulle guerre puniche, mangiare pesce in terrazza, di tanto in tanto ricevere torme di nipoti con gli occhiali e la erre arrotata come il sottoscritto, e parlargli di me e dei miei sogni…
Certo a patto che le prossime trenta- trentacinque finanziarie non mi lascino, diciamo così, col culo per terra, perdonate il sofisticato giro di parole.
Un ragionevolissimo quesito il mio, che mutuo da un articolo di cronaca letto oggi.
Un uomo racconta la sua difficile situazione, in quanto si ritrova ad assistere la moglie gravemente malata di sclerosi multipla, che la costringono a subire dolorosi spasmi, alleviati da un farmaco, il “Lyrica”. Un farmaco che ti fa cantare l’Aida come la Ricciarelli? Ma no! È un medicinale di grande efficacia, utilizzato da molti malati, un farmaco di prima qualità. E di gran costo. Una confezione (da 56 pillole) costa 85 euro, la moglie del signore in questione ne ha bisogno di almeno un paio di confezione al mese. Risultato 170 euro al mese. Una discreta botta per chi, come i protagonisti della storia, ricevono solo 550 euro al mese di pensione e devono anche pagare affitto, spese e cibo. Il Lyrica era mutuabile fino a poche settimane fa. Ma è stato tolto dalla lista. Pare che se ne facesse abuso di prescrizioni.
Ma ora mi dico, se era stato inserito nella lista precedentemente, è perché era riconosciuta la sua importanza e il suo alto costo. Ora, se si è riscontrato un abuso, perché non regolamentare il delicato passaggio delle prescrizioni e magari sanzionare medici compiacenti, probabilmente con chi non ne aveva diritto alla prescrizione, dando, invece, la possibilità di continuare ad usufruirne gratuitamente a chi, come i protagonisti della vicenda, ne hanno un reale bisogno per vivere dignitosamente. Invece non si tocca lo status quo dei medici, che alla faccia del giuramento d’Ippocrate, fanno ancora intrallazzi con le case farmaceutiche, tipo la prescrizione del terribile “Ritalin”, uno psicofarmaco per bambini considerati troppo vivaci. Che non sia mai che i genitori imparino a dialogare con i figli esuberanti! Meglio bombarli sin da subito, così è più sicuro che vengan su belli lobotomizzati, mica come i loro padri e madri che si son dovuti sorbire ore ed ore di tv per raggiungere lo stesso risultato.
Adesso vado a farmi una bella insalata. Mi devo tenere in forma, che se mi ammalo col cacchio che poi mi godo la pensione al mare, ed invece dei libri di storia mi tocca comprarmi l’enciclopedia medica.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

quando vai in pensione ti raggiungo..se ci arrivo a propposito dove?
sul Gargano o in Sicilia?

robibandito

Effimeramente ha detto...

io la pensione non ce l'avrò mai, visto che non avrò mai nemmeno un lavoro e lo Stato ha tutto il tempo di mangiarmi la pensione e le assicurazioni private di mangiarmi ogni labile traccia di tfr.
Ammalarsi non conviene nemmeno gratis in Italia: se finisci nelle mani di un medico non sai se ne esci vivo...

Maurone ha detto...

X Robibandito: già dove? Gargano e Sicilia vanno benissimo, ma perchè no Toscana, o Marche, o Sardegna o nel Marsigliese... vedrò in questi anni dove il cuore mi porterà....

X Effimeramente: la sanità ha le sue gabule, ma diverse vite sono salvate quotidianamente, ma non fanno notizia, un medico magari opera per vent'anni senza sbagliare, strappa alla morte migliaia di esistenze, ma poi per un disguido (anche perchè siamo umani e non sovrannaturali) sbaglia e lui e l'ospedale finiscono alla gognia... Comunque no il tfr ai fondi pensioni privati e di categoria!!!!

luana modini ha detto...

Ritalin ? Io ho un'amica psicologa che me ne ha parlato malissimo. uccide l'animo.

Maurone ha detto...

X Luana: la battaglia contro la prescrizione del Ritalin va avanti da parecchi anni. Sopratutto da quella parte di società che si riconosce nelle posizioni antagoniste e che fanno riferimento alla corrente dell'Antipsichiatria.

Anonimo ha detto...

...pensa io ho cominciato da piccolo....non dormivo....andai dal dottore, mia madre mi teneva stretto per il braccio, e mi fu prescritto da un personaggino appena uscito dall'università, un farmaco che mi faceva dormire tutto il giorno...senza che riuscissi nemmeno ad aprire bocca........
and
www.wrong-.splinder.com

Maurone ha detto...

X And: Anch'io ebbi la mia dose di psicofarmaci da prendere, quando caddi in un periodo di ansia a palla prima della maturità. Grazie alla consulenza (consigliataci da alcuni amici di famiglia, da allora mai più interpellati) di un direttore di una clinica psichiatrica piuttosto famigerata qui a Torino, "Villa Cristina". Quando capii che certe cose mi facevano stare anche peggio, mi tirai sù da solo. Sono stato fortunato, avrei potuto subire ripercussioni maggiori....

stellavale ha detto...

Ma sapete che del tfr non ho ancora capito nulla?
me ne vergogno molto!